- 2. IL CASO DI INCESTO
- 1
- Si sente da per tutto parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre.
- 2
- E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti, in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale azione!
- 3
- Orbene, io, assente col corpo ma presente con lo spirito, ho gia giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto tale azione:
- 4
- nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù,
- 5
- questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della sua carne, affinchè il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore.
- 6
- Non è una bella cosa il vostro vanto.
Non sapete che un pò di lievito fa fermentare tutta la pasta?
- 7
- Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi.
E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!
- 8
- Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità.
- 9
- Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi.
- 10
- Non mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idolàtri: altrimenti dovreste uscire dal mondo!
- 11
- Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolàtra o maldicente o ubriacone o ladro;
con questi tali non dovete neanche mangiare insieme.
- 12
- Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate?
- 13
- Quelli di fuori li giudicherà Dio.
Togliete il malvagio di mezzo a voi!
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