- Gionata attacca l'appostamento
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- Un giorno Giònata, figlio di Saul, disse al suo scudiero: «Su vieni, portiamoci fino all'appostamento dei Filistei che sta qui di fronte».
Ma non disse nulla a suo padre.
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- Saul se ne stava al limitare di Gàbaa sotto il melograno che si trova in Migròn;
la sua gente era di circa seicento uomini.
- 3
- Achià figlio di Achitùb, fratello di Icabòd, figlio di Pìncas, figlio di Eli, sacerdote del Signore in Silo, portava l'efod e il popolo non sapeva che Giònata era andato.
- 4
- Tra i varchi per i quali Giònata cercava di passare, puntando sull'appostamento dei Filistei, vi era una sporgenza rocciosa da una parte e una sporgenza rocciosa dall'altra parte: una si chiamava Bòzez, l'altra Sène.
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- Una delle rocce sporgenti era di fronte a Micmas a settentrione, l'altra era di fronte a Gàbaa a meridione.
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- Giònata disse allo scudiero: «Su, vieni, passiamo all'appostamento di questi non circoncisi;
forse il Signore ci aiuterà, perché non è difficile per il Signore salvare con molti o con pochi».
- 7
- Lo scudiero gli rispose: «Fà quanto hai in animo.
Avvìati e và! Eccomi con te: come il tuo cuore, così è il mio».
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- Allora Giònata disse: «Ecco, noi passeremo verso questi uomini e ci mostreremo loro.
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- Se ci diranno: Fermatevi finché veniamo a raggiungervi, restiamo in basso e non saliamo da loro.
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- Se invece ci diranno: Venite su da noi!, saliamo, perché il Signore ce li ha messi nelle mani e questo sarà per noi il segno».
- 11
- Quindi i due si lasciarono scorgere dall'appostamento filisteo e i Filistei dissero: «Ecco gli Ebrei che escono dalle caverne dove si erano nascosti».
- 12
- Poi gli uomini della guarnigione dissero a Giònata e al suo scudiero: «Salite da noi, che abbiamo qualche cosa da dirvi!».
Giònata allora disse al suo scudiero: «Sali dopo di me, perché il Signore li ha messi nelle mani di Israele».
- 13
- Giònata saliva aiutandosi con le mani e con i piedi e lo scudiero lo seguiva;
quelli cadevano davanti a Giònata e, dietro, lo scudiero li finiva.
- 14
- Questa fu la prima strage nella quale Giònata e il suo scudiero colpirono una ventina di uomini, entro quasi metà di un campo arabile.
Battaglia generale
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- Si sparse così il terrore nell'accampamento, nella regione e in tutto il popolo.
Anche la guarnigione e i suoi uomini d'assalto furono atterriti e la terra tremò e ci fu un terrore divino.
- 16
- Le vedette di Saul che stavano in Gàbaa di Beniamino guardarono e videro la moltitudine che fuggiva qua e là.
- 17
- Allora Saul ordinò alla gente che era con lui: «Su, cercate e indagate chi sia partito da noi».
Cercarono ed ecco non c'erano né Giònata né il suo scudiero.
- 18
- Saul disse ad Achia: «Avvicina l'efod!» - egli infatti allora portava l'efod davanti agli Israeliti -.
- 19
- Mentre Saul parlava al sacerdote, il tumulto che era sorto nel campo filisteo andava propagandosi e crescendo.
Saul disse al sacerdote: «Ritira la mano».
- 20
- A loro volta Saul e la gente che era con lui alzarono grida e mossero all'attacco, ma ecco trovarono che la spada dell'uno si rivolgeva contro l'altro in una confusione molto grande.
- 21
- Anche quegli Ebrei che erano con i Filistei da qualche tempo e che erano saliti con loro all'accampamento, si voltarono, per mettersi con Israele che era là con Saul e Giònata.
- 22
- Inoltre anche tutti gli Israeliti che si erano nascosti sulle montagne di Efraim, quando seppero che i Filistei erano in fuga, si unirono a inseguirli e batterli.
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- Così il Signore in quel giorno salvò Israele e la battaglia si estese fino a Bet-Aven.
Una proibizione di Saul violata da Gionata
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- Gli Israeliti erano sfiniti in quel giorno e Saul impose questo giuramento a tutto il popolo: «Maledetto chiunque gusterà cibo prima di sera, prima che io mi sia vendicato dei miei nemici».
E nessuno del popolo gustò cibo.
- 25
- Tutta la gente passò per una selva dove c'erano favi di miele sul suolo.
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- Il popolo passò per la selva ed ecco si vedeva colare il miele, ma nessuno stese la mano e la portò alla bocca, perché il popolo temeva il giuramento.
- 27
- Ma Giònata non aveva saputo che suo padre aveva fatto giurare il popolo, quindi allungò la punta del bastone che teneva in mano e la intinse nel favo di miele, poi riportò la mano alla bocca e i suoi occhi si rischiararono.
- 28
- Uno del gruppo s'affrettò a dire: «Tuo padre ha fatto fare questo solenne giuramento al popolo: Maledetto chiunque toccherà cibo quest'oggi!, sebbene il popolo fosse sfinito».
- 29
- Rispose Giònata: «Mio padre vuol rovinare il paese! Guardate come si sono rischiarati i miei occhi, perché ho gustato un poco di questo miele.
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- Dunque se il popolo avesse mangiato oggi qualche cosa dei viveri presi ai nemici, quanto maggiore sarebbe stata ora la rotta dei Filistei!».
Colpa rituale del popolo
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- In quel giorno percossero i Filistei da Micmas fino ad Aialon e il popolo era sfinito.
- 32
- Quelli del popolo si gettarono sulla preda e presero pecore, buoi e vitelli e li macellarono e li mangiarono con il sangue.
- 33
- La cosa fu annunziata a Saul: «Ecco il popolo pecca contro il Signore, mangiando con il sangue».
Rispose: «Avete prevaricato! Rotolate subito qui una grande pietra».
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- Allora Saul soggiunse: «Passate tra il popolo e dite a tutti: Ognuno conduca qua il suo bue e il suo montone e li macelli su questa pietra, poi mangiatene;
così non peccherete contro il Signore, mangiando le carni con il sangue». In quella notte ogni uomo del popolo condusse a mano ciò che aveva e là lo macellò.
- 35
- Saul innalzò un altare al Signore.
Fu questo il primo altare che egli edificò al Signore.
Gionata riconosciuto colpevole è salvato dal popolo
- 36
- Quindi Saul disse: «Scendiamo dietro i Filistei questa notte stessa e deprediamoli fino al mattino e non lasciamo scampare uno solo di loro».
Gli risposero: «Fà quanto ti sembra bene». Ma il sacerdote disse: «Accostiamoci qui a Dio».
- 37
- Saul dunque interrogò Dio: «Devo scendere dietro i Filistei? Li consegnerai in mano di Israele?».
Ma quel giorno non gli rispose.
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- Allora Saul disse: «Accostatevi qui voi tutti capi del popolo.
Cercate ed esaminate da chi sia stato commesso oggi il peccato,
- 39
- perché per la vita del Signore salvatore d'Israele certamente costui morirà, anche se si tratta di Giònata mio figlio».
Ma nessuno del popolo gli rispose.
- 40
- Perciò disse a tutto Israele: «Voi state da una parte: io e mio figlio Giònata staremo dall'altra».
Il popolo rispose a Saul: «Fà quanto ti sembra bene».
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- Saul parlò al Signore: «Dio d'Israele, fà conoscere l'innocente».
Furono designati Giònata e Saul e il popolo restò libero.
- 42
- Saul soggiunse: «Tirate a sorte tra me e mio figlio Giònata».
Fu sorteggiato Giònata.
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- Saul disse a Giònata: «Narrami quello che hai fatto».
Giònata raccontò: «Realmente ho assaggiato un pò di miele con la punta del bastone che avevo in mano. Ecco, morirò».
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- Saul disse: «Faccia Dio a me questo e anche di peggio, se non andrai a morte, Giònata!».
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- Ma il popolo disse a Saul: «Dovrà forse morire Giònata che ha ottenuto questa grande vittoria in Israele? Non sia mai! Per la vita del Signore, non cadrà a terra un capello del suo capo, perché in questo giorno egli ha agito con Dio».
Così il popolo salvò Giònata che non fu messo a morte.
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- Saul cessò dall'inseguire i Filistei e questi raggiunsero il loro paese.
Regno di Saul
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- Saul si assicurò il regno su Israele e mosse contro tutti i nemici all'intorno: contro Moab e gli Ammoniti, contro Edom e i re di Zoba e i Filistei e dovunque si volgeva aveva successo.
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- Compì imprese brillanti, battè gli Amaleciti e liberò Israele dalle mani degli oppressori.
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- Figli di Saul furono Giònata, Isbàal e Malkisùa;
le sue due figlie si chiamavano Merab la maggiore e Mikal la più piccola.
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- La moglie di Saul si chiamava Achinòam, figlia di Achimàaz.
Il capo delle sue milizie si chiamava Abner figlio di Ner, zio di Saul.
- 51
- Kis padre di Saul e Ner padre di Abner erano figli di Abièl.
- 52
- Durante tutto il tempo di Saul vi fu guerra aperta con i Filistei;
se Saul scorgeva un uomo valente o un giovane coraggioso, lo prendeva al suo seguito.
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