- SECONDA PARTE
Prologo
- 1
- Un buon nome è preferibile all'unguento profumato
e il giorno della morte al giorno della nascita.
- 2
- E' meglio andare in una casa in pianto
che andare in una casa in festa; perché quella è la fine d'ogni uomo e chi vive ci rifletterà.
- 3
- E' preferibile la mestizia al riso,
perché sotto un triste aspetto il cuore è felice.
- 4
- Il cuore dei saggi è in una casa in lutto
e il cuore degli stolti in una casa in festa.
- 5
- Meglio ascoltare il rimprovero del saggio
che ascoltare il canto degli stolti:
- 6
- perché com'è il crepitio dei pruni sotto la pentola,
tale è il riso degli stolti. Ma anche questo è vanità.
- 7
- Il mal tolto rende sciocco il saggio
e i regali corrompono il cuore.
La sanzione
- 8
- Meglio la fine di una cosa che il suo principio;
è meglio la pazienza della superbia.
- 9
- Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perché l'ira alberga in seno agli stolti.
- 10
- Non domandare: «Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?», poiché una tale domanda non è ispirata da saggezza.
- 11
- E' buona la saggezza insieme con un patrimonio ed è utile per coloro che vedono il sole;
- 12
- perché si sta all'ombra della saggezza come si sta all'ombra del denaro e il profitto della saggezza fa vivere chi la possiede.
- 13
- Osserva l'opera di Dio: chi può raddrizzare ciò che egli ha fatto curvo?
- 14
- Nel giorno lieto stà allegro e nel giorno triste rifletti: «Dio ha fatto tanto l'uno quanto l'altro, perché l'uomo non trovi nulla da incolparlo».
- 15
- Tutto ho visto nei giorni della mia vanità: perire il giusto nonostante la sua giustizia, vivere a lungo l'empio nonostante la sua iniquità.
- 16
- Non esser troppo scrupoloso
né saggio oltre misura. Perché vuoi rovinarti?
- 17
- Non esser troppo malvagio
e non essere stolto. Perché vuoi morire innanzi tempo?
- 18
- E' bene che tu ti attenga a questo e che non stacchi la mano da quello, perché chi teme Dio riesce in tutte queste cose.
- 19
- La sapienza rende il saggio più forte di dieci potenti che governano la città.
- 20
- Non c'è infatti sulla terra un uomo così giusto che faccia solo il bene e non pecchi.
- 21
- Ancora: non fare attenzione a tutte le dicerie che si fanno, per non sentir che il tuo servo ha detto male di te,
- 22
- perché il tuo cuore sa che anche tu hai detto tante volte male degli altri.
- 23
- Tutto questo io ho esaminato con sapienza e ho detto: «Voglio essere saggio!», ma la sapienza è lontana da me!
- 24
- Ciò che è stato è lontano e profondo, profondo: chi lo può raggiungere?
- 25
- Mi son applicato di nuovo a conoscere e indagare e cercare la sapienza e il perché delle cose e a conoscere che la malvagità è follia e la stoltezza pazzia.
- 26
- Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia.
Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.
- 27
- Vedi, io ho scoperto questo, dice Qoèlet, confrontando una ad una le cose, per trovarne la ragione.
- 28
- Quello che io cerco ancora e non ho trovato è questo:
Un uomo su mille l'ho trovato: ma una donna fra tutte non l'ho trovata.
- 29
- Vedi, solo questo ho trovato:
Dio ha fatto l'uomo retto, ma essi cercano tanti fallaci ragionamenti.
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