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- Parola del Signore che fu rivolta al profeta Geremia sulle nazioni.
V. ORACOLI CONTRO LE NAZIONI Oracoli contro l'Egitto. La disfatta di Carchemis
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- Per l'Egitto.
Sull'esercito del faraone Necao re d'Egitto, a Càrchemis presso il fiume Eufrate, esercito che Nabucodònosor re di Babilonia vinse nel quarto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda.
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- Preparate scudo grande e piccolo
e avanzate per la battaglia.
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- Attaccate i cavalli,
montate, o cavalieri. Schieratevi con gli elmi, lucidate le lance, indossate le corazze!
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- Che vedo?
Sono sbigottito, retrocedono! I loro prodi sono sconfitti, fuggono a precipizio senza voltarsi; il terrore è tutt'intorno. Parola del Signore.
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- Il più agile non scamperà
né il più prode si salverà. A settentrione, sulla riva dell'Eufrate, inciampano e cadono.
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- Chi è che trabocca come il Nilo,
come un torrente dalle acque turbolente?
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- E' l'Egitto che trabocca come il Nilo,
come un torrente dalle acque turbolente. Esso dice: «Salirò, ricoprirò la terra, distruggerò la città e i suoi abitanti».
- 9
- Caricate, cavalli,
avanzate, carri! Avanti o prodi! uomini di Etiopia e di Put, voi che impugnate lo scudo, e voi di Lud che tendete l'arco.
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- Ma quel giorno per il Signore Dio degli eserciti,
è un giorno di vendetta, per vendicarsi dei suoi nemici. La sua spada divorerà, si sazierà e si inebrierà del loro sangue; poiché sarà un sacrificio per il Signore, Dio degli eserciti, nella terra del settentrione, presso il fiume Eufrate.
- 11
- Sali in Gàlaad e prendi il balsamo,
vergine, figlia d'Egitto. Invano moltiplichi i rimedi, non c'è guarigione per te.
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- Le nazioni hanno saputo del tuo disonore;
del tuo grido di dolore è piena la terra, poiché il prode inciampa nel prode, tutti e due cadono insieme.
L'invasione dell'Egitto
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- Parola che il Signore comunicò al profeta Geremia quando Nabucodònosor re di Babilonia giunse per colpire il paese d'Egitto.
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- Annunziatelo in Egitto,
fatelo sapere a Migdòl, fatelo udire a Menfi e a Tafni; dite: «Alzati e preparati, perché la spada divora tutto intorno a te».
- 15
- Perché mai Api è fuggito?
Il tuo toro sacro non resiste? Il Signore lo ha rovesciato.
- 16
- Una gran folla vacilla e stramazza,
ognuno dice al vicino: «Su, torniamo al nostro popolo, al paese dove siamo nati, lontano dalla spada micidiale!».
- 17
- Chiamate pure il faraone re d'Egitto:
Frastuono, che lascia passare il momento buono.
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- Per la mia vita - dice il re
il cui nome è Signore degli eserciti - uno verrà, simile al Tabor fra le montagne, come il Carmelo presso il mare.
- 19
- Prepàrati il bagaglio per l'esilio,
o gente che abiti l'Egitto, perché Menfi sarà ridotta a un deserto, sarà devastata, senza abitanti.
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- Giovenca bellissima è l'Egitto,
ma un tafano viene su di lei dal settentrione.
- 21
- Anche i suoi mercenari nel paese
sono come vitelli da ingrasso. Anch'essi infatti han voltate le spalle, fuggono insieme, non resistono, poiché il giorno della sventura è giunto su di loro, il tempo del loro castigo.
- 22
- La sua voce è come di serpente che sibila,
poiché essi avanzano con un esercito e armati di scure vengono contro di lei, come tagliaboschi.
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- Abbattono la sua selva - dice il Signore -
e non si possono contare, essi sono più delle locuste, sono senza numero.
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- Prova vergogna la figlia d'Egitto,
è data in mano a un popolo del settentrione.
- 25
- Il Signore degli eserciti, Dio di Israele, dice: «Ecco, punirò Amòn di Tebe, l'Egitto, i suoi dei e i suoi re, il faraone e coloro che confidano in lui.
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- Li consegnerò in potere di coloro che attentano alla loro vita, in potere di Nabucodònosor re di Babilonia e in potere dei suoi ministri.
Ma dopo esso sarà abitato come in passato». Parola del Signore.
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- «Ma tu non temere, Giacobbe mio servo,
non abbatterti, Israele; poiché ecco, io ti libererò da un paese lontano e la tua discendenza dal paese del suo esilio. Giacobbe ritornerà e godrà in pace, tranquillo e nessuno lo molesterà.
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- Tu non temere, Giacobbe mio servo,
- dice il Signore - perché io sono con te. Annienterò tutte le nazioni tra le quali ti ho disperso, ma di te non farò sterminio; ti castigherò secondo equità, ma non ti lascerò del tutto impunito».
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