VIII. PAROLE DI LEMUEL

1
Parole di Lemuèl, re di Massa,
che sua madre gli insegnò.
2
E che, figlio mio! E che, figlio delle mie viscere!
E che, figlio dei miei voti!
3
Non dare il tuo vigore alle donne,
né i tuoi costumi a quelle che corrompono i re.
4
Non conviene ai re, Lemuèl,
non conviene ai re bere il vino,
né ai principi bramare bevande inebrianti,
5
per paura che, bevendo, dimentichino i loro decreti
e tradiscano il diritto di tutti gli afflitti.
6
Date bevande inebrianti a chi sta per perire
e il vino a chi ha l'amarezza nel cuore.
7
Beva e dimentichi la sua povertà
e non si ricordi più delle sue pene.
8
Apri la bocca in favore del muto
in difesa di tutti gli sventurati.
9
Apri la bocca e giudica con equità
e rendi giustizia all'infelice e al povero.


IX. LA PERFETTA PADRONA DI CASA

10
Una donna perfetta chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
11
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
12
Essa gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
13
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
14
Ella è simile alle navi di un mercante,
fa venire da lontano le provviste.
15
Si alza quando ancora è notte
e prepara il cibo alla sua famiglia
e dà ordini alle sue domestiche.
16
Pensa ad un campo e lo compra
e con il frutto delle sue mani pianta una vigna.
17
Si cinge con energia i fianchi
e spiega la forza delle sue braccia.
18
E' soddisfatta, perché il suo traffico va bene,
neppure di notte si spegne la sua lucerna.
19
Stende la sua mano alla conocchia
e mena il fuso con le dita.
20
Apre le sue mani al misero,
stende la mano al povero.
21
Non teme la neve per la sua famiglia,
perché tutti i suoi di casa hanno doppia veste.
22
Si fa delle coperte,
di lino e di porpora sono le sue vesti.
23
Suo marito è stimato alle porte della città
dove siede con gli anziani del paese.
24
Confeziona tele di lino e le vende
e fornisce cinture al mercante.
25
Forza e decoro sono il suo vestito
e se la ride dell'avvenire.
26
Apre la bocca con saggezza
e sulla sua lingua c'è dottrina di bontà.
27
Sorveglia l'andamento della casa;
il pane che mangia non è frutto di pigrizia.
28
I suoi figli sorgono a proclamarla beata
e suo marito a farne l'elogio:
29
«Molte figlie hanno compiuto cose eccellenti,
ma tu le hai superate tutte!».
30
Fallace è la grazia e vana è la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
31
Datele del frutto delle sue mani
e le sue stesse opere la lodino alle porte della città.