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- Anche chi si dispone a navigare e a solcare onde selvagge
implora un legno più fragile della barca che lo porta.
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- Questa, infatti, fu inventata dal desiderio di guadagni
e fu costruita da una saggezza artigiana;
- 3
- ma la tua provvidenza, o Padre, la guida
perché tu hai predisposto una strada anche nel mare, un sentiero sicuro anche fra le onde,
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- mostrando che puoi salvare da tutto,
sì che uno possa imbarcarsi anche senza esperienza.
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- Tu non vuoi che le opere della tua sapienza siano inutili;
per questo gli uomini affidano le loro vite anche a un minuscolo legno e, attraversando i flutti con una zattera, scampano.
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- Anche in principio, mentre perivano giganti superbi,
la speranza del mondo, rifugiatasi in una barca, lasciò al mondo la semenza di nuove generazioni, grazie alla tua mano che la guidava.
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- E' benedetto il legno con cui si compie un'opera giusta,
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- ma maledetto l'idolo opera di mani e chi lo ha fatto;
questi perché lo ha lavorato, quello perché, corruttibile, è detto dio.
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- Perché sono ugualmente in odio a Dio
l'empio e la sua empietà;
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- l'opera e l'artefice saranno ugualmente puniti.
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- Perciò ci sarà un castigo anche per gli idoli dei pagani,
perché fra le creature di Dio son divenuti un abominio, e scandalo per le anime degli uomini, laccio per i piedi degli stolti.
Origine del culto idolatrico
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- L'invenzione degli idoli fu l'inizio della prostituzione,
la loro scoperta portò la corruzione nella vita.
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- Essi non esistevano al principio né mai esisteranno.
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- Entrarono nel mondo per la vanità dell'uomo,
per questo è stata decretata per loro una rapida fine.
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- Un padre, consumato da un lutto prematuro,
ordinò un'immagine di quel suo figlio così presto rapito, e onorò come un dio chi poco prima era solo un defunto ordinò ai suoi dipendenti riti misterici e di iniziazione.
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- Poi l'empia usanza, rafforzatasi con il tempo,
fu osservata come una legge.
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- Le statue si adoravano anche per ordine dei sovrani:
i sudditi, non potendo onorarli di persona a distanza, riprodotte con arte le sembianze lontane, fecero un'immagine visibile del re venerato, per adulare con zelo l'assente, quasi fosse presente.
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- All'estensione del culto
anche presso quanti non lo conoscevano, spinse l'ambizione dell'artista.
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- Questi infatti, desideroso di piacere al potente,
si sforzò con l'arte di renderne più bella l'immagine;
- 20
- il popolo, attratto dalla leggiadria dell'opera,
considerò oggetto di culto colui che poco prima onorava come uomo.
- 21
- Ciò divenne un'insidia ai viventi,
perché gli uomini, vittime della disgrazia o della tirannide, imposero a pietre o a legni un nome incomunicabile.
Conseguenze del culto idolatrico
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- Poi non bastò loro sbagliare circa la conoscenza di Dio;
essi, pur vivendo in una grande guerra d'ignoranza, danno a sì grandi mali il nome di pace.
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- Celebrando iniziazioni infanticide o misteri segreti,
o banchetti orgiastici di strani riti
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- non conservano più pure né vita né nozze
e uno uccide l'altro a tradimento o l'affligge con l'adulterio.
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- Tutto è una grande confusione:
sangue e omicidio, furto e inganno, corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro;
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- confusione dei buoni, ingratitudine per i favori,
corruzione di anime, perversione sessuale, disordini matrimoniali, adulterio e dissolutezza.
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- L'adorazione di idoli senza nome
è principio, causa e fine di ogni male.
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- Gli idolatri infatti
o delirano nelle orge o sentenziano oracoli falsi o vivono da iniqui o spergiurano con facilità.
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- Ponendo fiducia in idoli inanimati
non si aspettano un castigo per avere giurato il falso.
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- Ma, per l'uno e per l'altro motivo,
li raggiungerà la giustizia, perché concepirono un'idea falsa di Dio, rivolgendosi agli idoli, e perché spergiurarono con frode, disprezzando la santità.
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- Infatti non la potenza di coloro per i quali si giura,
ma il castigo dovuto ai peccatori persegue sempre la trasgressione degli ingiusti.
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