- Secondo contrappasso: le rane
- 1
- Per questo furon giustamente puniti con esseri simili
e tormentati da numerose bestiole.
- 2
- Invece di tale castigo, tu beneficasti il tuo popolo;
per appagarne il forte appetito gli preparasti un cibo di gusto squisito, le quaglie.
- 3
- Gli egiziani infatti, sebbene bramosi di cibo,
disgustati dagli animali inviati contro di loro perdettero anche il naturale appetito; questi invece, dopo una breve privazione, gustarono un cibo squisito.
- 4
- Era necessario che a quegli avversari
venisse addosso una carestia inevitabile e che a questi si mostrasse soltanto come erano tormentati i loro nemici.
Terzo contrappasso: cavallette e serpente di bronzo
- 5
- Quando infatti li assalì il terribile furore delle bestie
e perirono per i morsi di tortuosi serpenti, la tua collera non durò sino alla fine.
- 6
- Per correzione furono spaventati per breve tempo,
avendo gia avuto un pegno di salvezza a ricordare loro i decreti della tua legge.
- 7
- Infatti chi si volgeva a guardarlo
era salvato non da quel che vedeva, ma solo da te, salvatore di tutti.
- 8
- Anche con ciò convincesti i nostri nemici
che tu sei colui che libera da ogni male.
- 9
- Gli egiziani infatti furono uccisi dai morsi
di cavallette e di mosche, né si trovò un rimedio per la loro vita, meritando di essere puniti con tali mezzi.
- 10
- Invece contro i tuoi figli
neppure i denti di serpenti velenosi prevalsero, perché intervenne la tua misericordia a guarirli.
- 11
- Perché ricordassero le tue parole,
feriti dai morsi, erano subito guariti, per timore che, caduti in un profondo oblio, fossero esclusi dai tuoi benefici.
- 12
- Non li guarì né un'erba né un emolliente,
ma la tua parola, o Signore, la quale tutto risana.
- 13
- Tu infatti hai potere sulla vita e sulla morte;
conduci giù alle porte degli inferi e fai risalire.
- 14
- L'uomo può uccidere nella sua malvagità,
ma non far tornare uno spirito gia esalato, né liberare un'anima gia accolta negli inferi.
Quarto contrappasso: la grandine e la manna
- 15
- E' impossibile sfuggire alla tua mano:
- 16
- gli empi, che rifiutavano di conoscerti,
furono colpiti con la forza del tuo braccio, perseguitati da strane pioggie e da grandine, da acquazzoni travolgenti, e divorati dal fuoco.
- 17
- E, cosa più strana, l'acqua che tutto spegne
ravvivava sempre più il fuoco: l'universo si fa alleato dei giusti.
- 18
- Talvolta la fiamma si attenuava
per non bruciare gli animali inviati contro gli empi e per far loro comprendere a tal vista che erano incalzati dal giudizio di Dio.
- 19
- Altre volte anche in mezzo all'acqua
la fiamma bruciava oltre la potenza del fuoco per distruggere i germogli di una terra iniqua.
- 20
- Invece sfamasti il tuo popolo con un cibo degli angeli,
dal cielo offristi loro un pane gia pronto senza fatica, capace di procurare ogni delizia e soddisfare ogni gusto.
- 21
- Questo tuo alimento manifestava
la tua dolcezza verso i tuoi figli; esso si adattava al gusto di chi l'inghiottiva e si trasformava in ciò che ognuno desiderava.
- 22
- Neve e ghiaccio resistevano al fuoco senza sciogliersi,
perché riconoscessero che i frutti dei nemici il fuoco distruggeva ardendo tra la grandine e folgoreggiando tra le piogge.
- 23
- Al contrario, perché si nutrissero i giusti,
dimenticava perfino la propria virtù.
- 24
- La creazione infatti a te suo creatore obbedendo,
si irrigidisce per punire gli ingiusti, ma s'addolcisce a favore di quanti confidano in te.
- 25
- Per questo anche allora, adattandosi a tutto,
serviva alla tua liberalità che tutti alimenta, secondo il desiderio di chi era nel bisogno,
- 26
- perché i tuoi figli, che ami, o Signore, capissero
che non le diverse specie di frutti nutrono l'uomo, ma la tua parola conserva coloro che credono in te.
- 27
- Ciò che infatti non era stato distrutto dal fuoco
si scioglieva appena scaldato da un breve raggio di sole,
- 28
- perché fosse noto che si deve prevenire il sole
per renderti grazie e pregarti allo spuntar della luce,
- 29
- poiché la speranza dell'ingrato
si scioglierà come brina invernale e si disperderà come un'acqua inutilizzabile.
|