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Dopo un po' di tempo, durante la stagione della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, portando con sé un capretto, e disse: «Voglio entrare in camera da mia moglie.
Ma il padre di lei non gli permise di entrare,
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e gli disse: «Pensavo proprio che tu l'odiassi, per cui l'ho data al tuo compagno;
sua sorella minore non è ancora piú bella di lei? Prendila dunque al suo posto».
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Sansone rispose loro: «Questa volta, non avrò alcuna colpa verso i Filistei, se farò loro del male».
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Così Sansone se ne andò e catturò trecento volpi;
prese quindi delle fiaccole, volse le volpi coda contro coda e mise una fiaccola tra le due code.
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Poi accese le fiaccole e lasciò andare le volpi per i campi di grano dei Filistei, e bruciò i covoni ammucchiati e il grano ancora in piedi e persino le vigne e gli uliveti.
6
Allora i Filistei chiesero: «Chi ha fatto questo?».
Fu risposto: «Sansone, il genero dell'uomo di Timnah, perché questi gli ha preso la moglie, e l'ha data in sposa al suo compagno».
Così i Filistei salirono e diedero alle fiamme lei e suo padre.
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Sansone disse loro: «Poiché avete fatto questo, io farò certamente vendetta su di voi, ma poi smetterò».
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Così li colpì spietatamente, facendone un grande massacro.
Poi discese e rimase nella caverna della roccia di Etam.
9
Allora i Filistei salirono, si accamparono in Giuda e si distesero fino a Lehi.
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Gli uomini di Giuda dissero loro: «Perché siete saliti contro di noi?».
Essi risposero: «Siamo saliti per catturare Sansone e per fare a lui ciò che ha fatto a noi».
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Allora tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della roccia di Etam e dissero a Sansone: «Non sai che i Filistei ci dominano? Che è dunque questo che ci hai fatto?».
Egli rispose loro: «Ciò che essi hanno fatto a me, io l'ho fatto a loro».
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Essi gli dissero: «Noi siamo discesi per catturarti e darti nelle mani dei Filistei».
Sansone rispose loro: «Giuratemi che voi stessi non mi ucciderete».
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Essi allora gli parlarono, dicendo: «No, ti legheremo soltanto e ti daremo nelle loro mani;
ma certamente non ti uccideremo».
Così lo legarono con due funi nuove e lo fecero uscire dalla caverna.
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Quando giunse a Lehi, i Filistei gli vennero incontro con grida di gioia;
ma lo Spirito dell'Eterno venne su di lui con potenza, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si dà fuoco;
e i legami gli caddero dalle mani,
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Trovata quindi una mascella d'asino ancora fresca, stese la mano e l'afferrò e con essa uccise mille uomini.
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Allora Sansone disse: «Con una mascella d'asino, mucchi su mucchi! Con una mascella d'asino ho ucciso mille uomini».
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Quand'ebbe finito di parlare, gettò via di mano la mascella e chiamò quel luogo Ramath-Lehi.
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Poi ebbe gran sete e invocò l'Eterno, dicendo: «Tu hai concesso questa grande liberazione per mano del tuo servo;
ma dovrò ora morire di sete e cadere nelle mani degli incirconcisi?».
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Allora DIO fendè la roccia concava che è a Lehi, e ne uscì dell'acqua.
Egli bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita.
Perciò chiamò quella fonte En-Hakkore;
essa esiste a Lehi anche oggi.
20
Sansone fu giudice d'Israele al tempo dei Filistei per vent'anni.